Sant’Agostino, scontro in municipio sul Bosco della Panfilia
Margutti attacca e Lodi risponde. Polemiche per la rinuncia al bando da 124mila euro
Sant’Agostino La rinuncia, da parte dell’amministrazione comunale di Terre del Reno, dei fondi derivanti da un bando regionale destinati al Bosco della Panfilia è motivo di un’aspra polemica tra il consigliere comunale Francesco Margutti di “Futuro Comune” e il sindaco Roberto Lodi. «Il Bosco della Panfilia è abbandonato a se stesso e il Comune di Terre del Reno ha pure rinunciato al contributo regionale per alcuni interventi di sistemazione», attacca il consigliere Margutti. La rinuncia ai fondi – si tratta di oltre 124mila euro – è un dato di fatto, oggetto anche di un’interlocuzione in Consiglio comunale. Si tratta di un bando al quale il Comune aveva partecipato nel 2022 e la rinuncia è giustificata oggi con un asserito – dall’amministrazione comunale – tentativo di “ricatto” subito dalla Regione che avrebbe cambiato le carte in tavola, pretendendo che fosse il Comune a occuparsi della gestione del bosco a contributo già assegnato. Una ricostruzione contestata da Margutti, che sostiene che l’aspetto gestionale fosse già incluso originariamente nel bando, ma ribadita nella replica di Lodi al consigliere: «Il Bosco della Panfilia non può attualmente essere preso in carico dal Comune di Terre del Reno, così come non è alla portata di nessuno dei comuni limitrofi. Le risorse necessarie per la sua gestione sono semplicemente insostenibili per le amministrazioni locali. Margutti insiste nel non voler riconoscere un dato di fatto: il bando regionale, nella fase iniziale della manifestazione di interesse, non prevedeva alcun obbligo di presa in carico del Bosco da parte del Comune. Questo requisito è stato aggiunto successivamente, come confermato dai tecnici comunali. Un elemento fondamentale che, evidentemente, continua a essere ignorato nel tentativo di creare polemiche strumentali».
In ogni caso, per il consigliere di opposizione la vicenda è esemplificativa del disinteresse del Comune per il Bosco: «È compito nostro tutelarlo, custodirlo e fare tutto ciò che è necessario per metterlo in sicurezza. E avevamo oltre 124.000 euro per iniziare a fare qualcosa. Ma niente. Ed ora, con quali risorse si interverrà sul Bosco?».
Peraltro anche sulla definizione stessa di bosco pare non esservi accordo: per l’amministrazione si tratta di una cassa di espansione. «Non è un’opinione, ma una constatazione di realtà – ribadisce il sindaco –: il Bosco si trova in un’area golenale, il che significa che si allaga naturalmente quando il fiume Reno è in piena. Quest'anno, in particolare, la mancata manutenzione da parte della Regione ha causato un allagamento prolungato del Bosco, con danni diretti non solo alla vegetazione, ma anche alle attività collegate, come la raccolta del tartufo. Questa amministrazione ha sempre posto l’attenzione sulla sicurezza del territorio, e il rischio idraulico legato al Bosco della Panfilia è un tema che deve essere affrontato con serietà e responsabilità. La provocazione sul termine "cassa di espansione" è stata fatta proprio per sollecitare la Regione a intervenire: se l’argine del Bosco dovesse cedere durante una piena eccezionale, l’acqua entrerebbe nell’abitato di Sant’Agostino, con conseguenze ben più gravi di qualsiasi polemica politica. L’invito a Margutti – chiude Lodi – è quello di smettere di travisare le dichiarazioni e di concentrarsi sulle vere necessità del territorio, invece di alimentare critiche sterili e infondate».
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