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L’interpellanza

Pug Ferrara, da area agricola a tessuto urbano e Zonari attacca: “Anomalie sui tempi, sono abusi?”

Pug Ferrara, da area agricola a tessuto urbano e Zonari attacca: “Anomalie sui tempi, sono abusi?”

La consigliera: “Nel quadrante est possibili violazioni della legge regionale”. Sei trasformazioni da area agricola a tessuto urbanizzato, ecco quali

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Ferrara «Abbiamo chiesto al sindaco che venga chiarito il processo decisionale che ha portato ad almeno 6 trasformazioni da area agricola a tessuto urbanizzato nel quadrante est di Ferrara. Nel complesso sono decine di ettari di terreno la cui urbanizzazione va in contrasto con l’obiettivo di ridurre il consumo di suolo. Vogliamo che sia fatta chiarezza su ciascuna di queste scelte di pianificazione urbana, comprenderne la loro logica ed esaminare attentamente il ruolo dei decisori politici nel dare forma a questi sviluppi potenzialmente in contrasto con le leggi regionali». L’annuncio è del gruppo consiliare “La Comune”, che ha deciso di verificare e approfondire alcuni aspetti del Piano urbanistico generale (Pug), approvato a dicembre 2024 dopo un percorso nel quale sono stati accumulati notevoli ritardi.

La presidente, Anna Zonari, ha presentato a questo scopo un’interpellanza nella quale si evidenziano segnalazioni anche riguardo a possibili violazioni della legge urbanistica regionale, la n. 24 del 2017, a causa dell’adozione di trasformazioni, con modifica del perimetro urbanizzato, e di frazionamenti di superfici. I casi segnalati nell’interpellanza fanno riferimento all’adozione di scelte con possibili effetti edificatori, concentrate in alcune aree della zona est.

L’atto chiede quindi al sindaco, Alan Fabbri, e al presidente del Consiglio comunale, Federico Soffritti, «qual è la motivazione, per ognuna delle aree indicate, per cui sono state trasformate da area verde, in genere agricola, ad area urbanizzata con il conseguente rischio di aumentare il consumo di suolo» e se «queste trasformazioni non siano in contrasto con la Legge regionale 24 del 2017». L’interpellanza chiede i nomi dei «referenti politici dell’amministrazione che hanno interloquito con i privati prima dell’assunzione della proposta di Pug» (l’ex assessore Lodi, ricorda Zonari, affermò di non essere stato lui il referente); e di sapere se i «frazionamenti di alcune aree trasformate da verdi a edificabili, molti mesi prima dell’assunzione della proposta di Pug in Consiglio comunale, prefigurino una possibile lottizzazione abusiva; se assessorati e uffici del Comune preposti, a fronte delle osservazioni/segnalazioni ricevute abbiano correttamente vigilato e agito sia rispetto al presunto non rispetto della legge regionale 24/2017, sia rispetto a presunti abusi edilizi; e perché nel sito del Comune non è indicato chi è il responsabile dell’ufficio di vigilanza». L’atto evidenzia l’anomalia di alcuni frazionamenti che sarebbero avvenuti su aree oggetto delle variazioni con notevole anticipo rispetto all’adozione finale del piano.

Tra i punti del territorio indicati ci sono «una frazione dell’area verde tra via Caldirolo e via Turchi, trasformata in Tessuto Urbano a media densità, prevedendo una possibile edificazione residenziale»; appezzamenti in via del Melo, «frazionamento che risulta registrato meno di 10 giorni dopo l’approvazione della proposta di Pug da parte della giunta, avvenuta a marzo 2024, nella quale l’area veniva trasformata in “Tessuto urbano di bordo ad alta permeabilità”»; altre suddivisioni di terreno in via Pioppa, «che risultano registrate meno di 10 giorni dopo l’approvazione da parte della giunta della proposta di Pug, con l’area trasformata in “Tessuto urbano di bordo ad alta permeabilità”». Movimenti molto anticipati, sottolinea Zonari, rispetto alla data di adozione del Pug da parte del Consiglio comunale, «avvenuta oltre 8 mesi dopo».

Ma le anomalie, secondo la consigliera di “La Comune”, si estendono ad «altre aree verdi, in genere aree agricole periurbane, nella zona est di Ferrara, incluse nel perimetro del territorio urbanizzato». Zonari sottolinea che la «trasformazione di aree verdi in “tessuto urbano di bordo ad alta permeabilità”», superfici «che concorrono a contrastare i cambiamenti climatici e i loro effetti sulla società umana e sull’ambiente, a ridurre i rischi naturali e a migliorare la qualità dell’ambiente urbano», comporta «un possibile aumento del consumo di suolo», in contrasto con gli obiettivi del Pug, finalizzati alla sua riduzione e a favorire interventi «orientati prevalentemente a promuovere ed incentivare il riuso e la rigenerazione del territorio già urbanizzato».

Gi.Ca.