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La protesta

A Ferrara l’urlo dei metalmeccanici: “Tutelate i nostri salari”

Marcello Pulidori
A Ferrara l’urlo dei metalmeccanici: “Tutelate i nostri salari”

In 150 alla mobilitazione sindacale sotto la sede di Confindustria. Sciopero di 8 ore per chiedere il rinnovo del contratto di lavoro

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Ferrara Arrabbiati e delusi dall’atteggiamento di Federmeccanica (di fatto Confindustria) e soprattutto decisi a non mollare nemmeno di un centimetro sul punto degli scatti di anzianità di servizio, quelli che la controparte vorrebbe perlomeno rivedere. Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil si sono ritrovate questa mattina proprio di fronte alla sede di Confindustria, sotto le sue nobili finestre.

I numeri

Oltre 150 i manifestanti che si sono dati appuntamento. Dopo gli scioperi dei mesi scorsi i metalmeccanici hanno scioperato queste ulteriori 8 ore per chiedere la riapertura del tavolo delle trattative per rinnovare il contratto di lavoro sulla base, recita il volantino diffuso, «della piattaforma unitaria concordata dalle tre sigle sindacali». «Federmeccanica e Assistal stanno impedendo – scrivono ancora i sindacati – la ripresa della trattativa negando il diritto fondamentale di tutti i lavoratori al rinnovo del contratto che, mai come in questa fase, è necessario per aumentare i salari e migliorare le condizioni di vita e di lavoro. Con gli scioperi, la lotta, la mobilitazione e il blocco dello straordinario e delle flessibilità, siamo determinati a superare – promettono i sindacati che lo annunciano anche sotto le finestre di Confindustria – l’intransigenza di Federmeccanica e chiediamo di definire aumenti certi ed esigibili sui minimi contrattuali, oltre l’inflazione, a tutela del potere d’acquisto dei salari. È inoltre fondamentale estendere i diritti, contrastare la precarietà, ridurre l’orario di lavoro e, ancora, aumentare le tutele in materia di salute e sicurezza negli stessi luoghi di lavoro». Non c’è soltanto il caso Berco, con tutta la sua rilevanza, a tenere in ansia i lavoratori (247) e le loro famiglie.

Ma è soprattutto la rottura della trattativa per i rinnovi dei contratti nazionali di lavoro voluta da Federmeccanica, Assistal e Unionmeccanica a rappresentare il nodo più intricato da sciogliere. Per questo il presidio di questa mattina sotto la sede di Confindustria in via Montebello. Presenti in numero massiccio anche i delegati di fabbrica, così come non hanno fatto mancare il loro sostegno cittadini tradizionalmente vicini alle posizioni dei sindacati.

La Fiom

Netta, a proposito, la posizione della Fiom: «A Ferrara i lavoratori del comparto hanno incrociato le braccia per 8 ore e si sono ritrovati in presidio sotto al palazzo di Confindustria. I segretari provinciali della Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil (Patrizio Marzola, Stefano Bondi e Alberto Finessi) hanno spiegato le ragioni dello sciopero ai partecipanti alla manifestazione, che sono: definire aumenti certi ed esigibili sui minimi contrattuali, oltre l’inflazione, a tutela del potere d’acquisto dei salari; estendere i diritti, contrastare la precarietà, ridurre l’orario di lavoro; aumentare la tutela – ricorda ancora la Fiom – in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e negli appalti. In presidio c’erano molti lavoratori delle aziende di tutti i distretti metalmeccanici della provincia con i loro delegati. I dati di adesione parlano di punte fino al 90% in aziende come Lte Toyota in area Sipro, Berco di Copparo e For dí Poggio Renatico. A queste si aggiungono altre imprese che si attestano tra il 70 e l’80% come Poppi di Dosso, e Petroncini del Gruppo Ima di Sant’Agostino. Sono 40 le ore di sciopero che sono state proclamate fino a domani all’interno del comparto, insieme a quelle proclamate nei mesi scorsi – conclude la Fiom – a livello provinciale per la difesa dei tanti posti di lavoro». Infine, fonti sindacali, questa sera, non escludevano che questa vertenza metalmeccanici potrebbe allungarsi nel tempo.