Processionaria, pulci e zecche: primavera difficile a Porto Garibaldi
L’inverno caldo e un alto grado di umidità favoriscono la proliferazione
Porto Garibaldi È già tempo di processionaria (e non solo). La colpa, nemmeno a dirlo, è ancora una volta del caldo. L’inverno appena passato ha visto temperature miti e tanta acqua così i lepidotteri come anche le pulci e le zecche hanno avuto vita molto facile. Le segnalazioni sono già tantissime, soprattutto nella zona del mare e il fenomeno da adesso in poi non può che andare ad aumentare. A quanto pare sono stati tanti i provati che hanno sottovalutato il problema, con nidi sulle piante che non sono stati segnalati i smantellati così come da indicazioni.
La processionaria è urticante, pericolosa quindi per i bambini ma soprattutto per cani e gatti. Ma perché questo è il periodo peggiore? Il bruco si sviluppa da piccole uova deposte in masse che ne contengono fino a 300 e si trovano generalmente sugli alberi. Appena iniziano i primi caldi il bruco inizia la sua attività e divora, letteralmente, gli aghi di pino, creando così anche gravi danni alle piante. Il bruco cibandosi riesce a crescere e attraversa 5 fasi larvali. Dal secondo stadio in poi il bruco assume l’aspetto definitivo, ricoperti di peli urticanti, che ovviamente a lui servono per difendersi, diventa pericolosissimo per i cani. Il bruco alla fine della primavera si interra e si trasforma in bozzolo che verso agosto diventano falene ed emergono dal suolo, pronte, dopo qualche giorno, a deporre nuove uova. Non avendo mai fatto realmente freddo, i bruchi sono già scesi e l’erba è anche molto alta per le piogge frequenti e anche perché non sono ancora iniziati gli sfalci.
Per l’uomo in realtà non si tratta di un pericolo letale, sebbene possa causare grandi fastidi, soprattutto nei bambini più piccoli. Il vero dramma è per gli animali domestici come cani e gatti. Questi, incuriositi dall’animale, solitamente per giocarci, entrano in contatto con i peli. Alcuni cani riportano lesioni gravissime, altri arrivano perfino a perdere la vita.
Zecche e pulci Decisamente più pericolose, le zecche sono attive con temperature superiori ai 7 gradi e le segnalazioni anche in questo caso sono moltissime. Le pulci sono fastidiose e difficili da debellare. Le piogge primaverili non sono d’aiuto, proprio perché pulci e zecche si sviluppano in condizioni d’umidità elevata. Le pulci amano l’umidità e amano il rifugio fornitogli da erba in crescita. Le zecche, al contrario, sfruttano la crescita delle piante come “scala”, in modo tale da potersi successivamente aggrappare al corpo degli animali. Fare attenzione è fondamentale, ma ancora di più è permettere ai bambini di giocare tranquilli nei parchi. Una volta a casa, è consigliabile controllarli e nel caso si venga attaccati da zecca, bisogna far sì che la stessa muoia evitando però di estrarla, perché la testa potrebbe rimanere all’interno. La cosa migliore è rivolgersi al medico: un dermatologo può intervenire con prodotti specifici, oli e unguenti che hanno la proprietà di soffocare il parassita. Una complicazione connessa alla puntura di zecca è la malattia di Lyme, un’infezione che può manifestarsi dopo una settimana, ma c’è il tempo di accorgersi che qualcosa non va, osservando se la parte interessata è arrossata e presenta un eritema. E chiamare il medico.