Argenta, oltre 5 milioni per le Valli
Approvato il progetto Life Fresh dell’Ente Parco per riqualificare le zone umide. L’area palustre di Argenta inserita fra i siti di intervento per ripristinare l’habitat
Argenta Oltre cinque milioni di euro per riqualificare le più estese e importanti paludi di acqua dolce presenti nel Parco del Delta del Po, tra cui le Valli di Argenta. È il progetto Life Fresh, di cui l’Ente Parco in stretta collaborazione con i Comuni di Argenta e Ravenna ha ottenuto l’approvazione ) nell’ambito del programma Life Nature & Biodiversity, uno dei più storici e competitivi programmi europei, dedicato alla natura, all’ambiente e all’azione per il clima. Il progetto partirà nei prossimi mesi, avrà una durata di 5 anni e un importo complessivo di 5.306.474,27 euro. Il finanziamento dell’Unione Europea ammonta al 60% dell’importo, e sull’area arriveranno quindi più di 3 milioni di euro di contributo europeo. Life Fresh interverrà su tre siti Natura 2000 tra i più rappresentativi in Italia per questi habitat: oltre alle Valli di Argenta anche Punte Alberete-Valle Mandriole e il Bardello nel Comune di Ravenna.
L’obiettivo dè riqualificare le più estese e importanti paludi di acqua dolce presenti nel Parco che oggi soffrono l’impatto del cambiamento climatico e delle specie aliene e invasive e negli anni hanno subito un generale e significativo impoverimento ambientale. Grazie al Life si interverrà migliorando le caratteristiche degli ecosistemi palustri d'acqua dolce della porzione meridionale del Delta del Po, attraverso il ripristino dell’habitat 3150, che qualifica questa tipologia di paludi. L’habitat 3150 è protetto dalla direttiva 92/43/Cee ed è caratterizzato dalla vegetazione acquatica delle acque dolci stagnanti, sommersa o natante, fluttuante o radicata al fondo.
Nelle paludi del Delta del Po appartengono, ad esempio, a questo habitat le distese di ninfee bianche o gialle e i tappeti fluttuanti di lenticchia d’acqua o salvinia e morso di rana. Il progetto, inoltre, interesserà anche altri due habitat molto rari e localizzati ma di grande importanza conservazionistica e prioritari per l’Unione Europea: gli stagni temporanei mediterranei, e le paludi con falasco e carice, per garantirne la conservazione nel tempo.
Nello specifico, il progetto intende: migliorare la qualità delle acque e dei sistemi idraulici in otto paludi dei tre siti; ripristinare l’habitat 3150 su larga scala (in 382 ha) e con un approccio ecosistemico olistico innovativo. Verranno promosse la reintroduzione o le reimmissione nelle aree di progetto di specie vegetali caratterizzanti (come salvinia, morso di rana, ceratofillo, miriofillo, ninfea bianca, nannufaro, castagna d’acqua, utricularia) e specie animali (ad esempio rana verde, scardola padana, triotto, luccio italico, ditisco, limnea); migliorare lo stato di conservazione di altri habitat prioritari meno diffusi grazie alla reintroduzione di specie vegetali localmente estinte, ma caratterizzanti questi habitat (marsilea e erba coltella) e la piantumazione di falasco; aumentare le popolazioni di alcune specie protette come sgarza ciuffetto, moretta tabaccata, mignattino piombato, testuggine palustre, pelobate fosco, rana di Lataste, licena delle paludi, o classificate ai massimi livelli di minaccia dalle liste rosse internazionali o europee, come moriglione, anguilla, libellula cardinale padana.
Infine, il progetto intende migliorare la percezione delle paludi d’acqua dolce, per decenni bistrattate e avversate per ragioni demagogiche e conservare e valorizzare la straordinaria cultura materiale e immateriale evolutasi in secoli di frequentazione e utilizzo sostenibile delle risorse di queste zone umide. A tal fine, oltre a studiare questi aspetti, il progetto prevede la creazione di una Comunità dei Popoli delle Paludi, non soltanto a livello locale, ma coinvolgendo le genti che vivono attorno a tutti i principali complessi palustri d’Europa.
«Le paludi di acqua dolce sono uno degli ambienti più importanti al mondo per la conservazione della biodiversità, e al contempo uno dei più fragili. – dichiara il direttore del Parco, Massimiliano Costa – Fortemente ridotte nel nostro territorio dalle bonifiche, oggi sono seriamente minacciate dagli effetti dei cambiamenti climatici. Le paludi di acqua dolce sono luoghi affascinanti, ricchissimi di vita e casa di un’antica cultura di utilizzo sostenibile delle risorse che, per secoli, hanno offerto alle popolazioni che le abitavano. Nel Parco del Delta del Po – conclude Costa – conserviamo tra i più significativi, a livello nazionale e internazionale, di questi habitat. Per questo abbiamo lavorato con convinzione alla scrittura del progetto Fresh, proposto al finanziamento dell’Unione Europea. L’obiettivo del progetto, e del lavoro di questo partenariato, sarà ripristinare la natura delle paludi di Argenta e Ravenna, e così facendo conservare la memoria di questi luoghi e delle loro genti, non solo a livello locale, ma in tutta Europa». l
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