Pronti a raccontarvi l’Erasmus: a Pavia il lancio di “ErasMag”
Arrivati da tutta Europa per la due giorni di avvio del nuovo magazine. I 40 “ambassador” hanno incontrato il Gruppo Sae Spa e garagErasmus
Pavia Souzana Serveta, 26 anni, viene da Salonicco, Grecia, e, dopo aver fatto l’Erasmus a Pisa, corso di Informatica umanistica, è rimasta nella città della Torre pendente dove adesso sta svolgendo un internship sempre in ambito Erasmus+. «Quando ho deciso di fare l’Erasmus - racconta cercando riparo dal sole dietro le colonne del chiostro dell’università di Pavia - ho cercato altri studenti che l’avessero già fatto, per capire da loro cosa aspettarmi, per entrare nell’atmosfera della vita da studente all’estero. Adesso vorrei raccontarlo io stessa».Hod Chaibi, anche lui 26 anni, è di Rabat, Marocco. Giornalista, studia Relazioni internazionali a Cagliari ed è arrivato a Pavia dalla regione di Dalarnam in Svezia, dove sta svolgendo l’Erasmus. «Sono un giornalista indipendente - spiega -, volevo scrivere delle mie esperienze e questa in Svezia è davvero straordinaria». Elvin Musayev, 20 anni, arriva dall’Azerbaijan e sta facendo l’Erasmus a Torino, dove studia Ingegneria informatica. «Mi piace leggere e quando leggi ti viene voglia di scrivere. Qui c’è molto da raccontare. Il mio primo articolo? Lo scriverò su come si parla agli italiani: è così diverso dal mio Paese». Souzana, Hod ed Elvin sono tre degli oltre 40 studenti e studentesse scelti tra circa 500 candidati in tutta Europa - e oltre - per dare vita a "ErasMag", il nuovo magazine on line scritto - in Inglese - da studenti Erasmus+ per studenti Erasmus+, e non solo, targato Gruppo Sae Spa e Fondazione garagErasmus, formalmente riconosciuta dalla Commissione europea e membro della Erasmus+ Student & Alumni Alliance, che supporta ErasMag. Un’iniziativa editoriale a cui collabora l’Università di Pavia.
E proprio l’ateneo pavese ha ospitato ieri il lancio del progetto: una due giorni di incontro dal vivo per conoscersi e prendere dimestichezza con il mondo del giornalismo. In un’aula scelta non a caso, l’Aula Scarpa, il teatro anatomico dove da fine Settecento Antonio Scarpa conduceva le sue pionieristiche lezioni di medicina che porteranno alla nascita della chirurgia.E proprio una «pionieristica avventura» l’ha definita Matteo Alvaro, delegato del rettore per l’internazionalizzazione in Europa. E c’è un motivo. «"ErasMag" è l’unico progetto a livello europeo che è al servizio degli studenti Eramus+ e che ha l’ambizione di diventare in breve tempo il punto di riferimento per tutto il mondo al quale voi appartenete», ha spiegato il presidente del Gruppo Sae Spa Alberto Leonardis, editore dei quotidiani Il Tirreno, La Nuova Sardegna, La Nuova Ferrara, Gazzetta di Modena e Gazzetta di Reggio Emilia, che già hanno in essere solidi progetti rivolti agli studenti delle superiori (Scuola2030 e La Nuova@Scuola).Compito dei quaranta sarà quello di diventare "ambassador" ciascuno dalla città dove sta facendo l’Erasmus per raccontare da dentro cosa significa trascorrere all’estero un periodo di studio o di lavoro (anche questa un’opportunità fornita dall’Erasmus). Un periodo che diventa un’esperienza di vita che cambia la vita. Agli studenti Erasmus ha portato il suo saluto il sindaco di Pavia, Michele Lissia, che ha sottolineato come da progetti come questo si arrivi a «rendere l’Europa più forte» soprattutto ora che «c’è bisogno di pace». Per l’Ateneo erano presenti anche Michela Cobelli, capo delle Relazioni internazionali dell’università, ed Emanuele Del Vasto, di Esn Pavia. In collegamento video ha salutato gli studenti Alessia Ricci, del dipartimento Comunicazione dell’agenzia nazionale Erasmus+ Indire. Entusiasti i coordinatori di garagErasmus, Carlo e Fabrizio Bitetto, che hanno visto coronare un sogno. «Spesso nella vita quotidiana la persone in Europa non si sentono europee. Il programma Erasmus+ in questo senso è il piu importante degli ultimi 30 anni perché, consentendo agli studenti di andare all’estero, ne allarga naturalmente i confini. Con "ErasMag" vogliamo aiutare chi va a fare l’Erasmus». E, si spera, siano sempre di più: «Ci auguriamo diventi obbligatorio: se tutti lo facessero avremmo una società più tollerante», ha chiosato Bitetto. La prima giornata è proseguita con la lectio magistralis del professore Flavio Ceravolo su "Storytelling e comunicazione", e con la lezione di Marco Cassini, attore, sul videomaking.