Centro Donna Giustizia, si cambia. Dati allarmanti sulle vittime di violenza
Angela Alvisi subentra a Paolo Castagnotto alla presidenza del Centro nella sede di Ferrara. Intanto il report del 2024 evidenzia sempre più situazioni critiche
Ferrara «Questo è il mio ultimo intervento come presidente del Centro Donna Giustizia». È un rapporto e un commiato, interrotto più volte dalla commozione, quello di Paola Castagnotto alla presentazione del Report dell’attività 2024 del Centro, presso la Sala ex Refettorio di San Paolo, a cui ha fatto seguito la tavola rotonda “Le sfide per il futuro” condotta dalla giornalista Dalia Bighinati. Presente anche il prefetto Massimo Marchesiello, che ha rinnovato la piena collaborazione.
«Ho presentato le mie dimissioni per ragioni di salute e di età - ha annunciato Castagnotto - ma principalmente per costruire un giusto avvicendamento dopo otto anni, con donne più giovani e competenti, come quelle che sono entrate nel Direttivo. È un piacere presentare la nuova presidente Angela Alvisi persona che stimo profondamente e con lei Laura Curti, Michela Fortino, Maddalena Bonafini, Laura Chiarabelli e Angela Gamberini. Il Centro rimane la mia casa ideale e continuerò a contribuire all’Associazione e al contrasto delle discriminazioni di genere». Alvisi, che è stata segretaria della funzione pubblica della Cgil, poi amministratrice unica di Asp, da oggi guiderà il centro per il prossimo mandato.
Il report 2024, pubblicato anche sul sito del Centro, mostra in concreto come l’impegno di tutte e tutti sia sempre più necessario, dal momento che tutti i dati sono tristemente in aumento. Il totale delle donne accolte è passato da 375 nel 2023 a 408 nel 2024. Solo lo scorso anno le donne seguite dal progetto “Uscire dalla violenza” che hanno subito maltrattamenti sono state 402, due anni fa erano 364. Di queste, 256 sono italiane, 145 provengono da altri Paesi, 274 hanno figli. 384 dei loro figli, hanno assistito alle violenze. Il progetto gestisce due case rifugio segrete con 22 posti letto totali.
Dal 2021, grazie alla collaborazione con la Polizia locale e l’Associazione Volunteers VS Violence, è stata aperta la Casa Rifugio Link “Casa dei Buoni”, che accoglie donne vittime di violenza, anche con figli e animali. Dal 2022, con il supporto della coop Castello, è disponibile una Casa di Semiautonomia per donne con figli che, dopo un percorso di protezione, necessitano di ulteriore supporto per raggiungere l’indipendenza economica. Le donne ospitate in pronta accoglienza emergenziale sono state 68, 27 le donne con i figli nel rifugio, e 7 in semiautonomia.
I principali autori di violenza sono gli ex, seguiti da coniugi e conviventi. La più diffusa è la violenza psicologica, che include minacce, svalutazioni, ricatti, manipolazioni e aggressioni verbali. Seguono la violenza fisica e la violenza economica, caratterizzata dal controllo del salario o dall’impedimento a lavorare. Sono frequenti anche casi di stalking, con pedinamenti e persecuzioni telefoniche o scritte, e di violenza sessuale, come rapporti forzati o molestie. Oltre a questo progetto che si occupa di violenze soprattutto nelle relazioni intime, il Centro Donna Giustizia si occupa anche di grave uscita dalla tratta e dello sfruttamento sessuale e lavorativo con il progetto “Oltre la strada” e del progetto “Luna Blu”, un’unità operativa sulla prostituzione attiva. «Il lavoro del Centro antiviolenza è diventato sempre più complicato, per una complessità delle forme di violenza e dei bisogni di aiuto delle donne». Nel centro lavorano psicologhe, avvocate, operatrici, educatrici, mediatrici e tutor per l’inserimento lavorativo. Affiancate da volontarie.
«Un centro antiviolenza, da solo non ha la forza di far cambiare rotta alle programmazioni socioeconomiche, ma può mettere il sapere sperimentato con le donne al servizio di progetti di cambiamento. Questo credo sia il compito difficile dei prossimi anni, se non vogliamo continuare ad aggiornare statistiche tragiche di discriminazioni e di femminicidi», ha concluso Paola Castagnotto.