Disordini dopo Spal-Parma, chieste 6 condanne e 13 assoluzioni
Il processo ai tifosi per gli eventi nel giorno della retrocessione in C. Risarcito l’agente di polizia ferito da una cinghiata
Ferrara Tredici richieste di assoluzione e sei richieste di condanna con pene comprese tra 1 anno e 1 anno e 10 mesi.
Queste le richieste della procura al processo che si celebra con rito abbreviato a carico di 19 tifosi spallini per i disordini dopo la partita tra Spal e Parma del 13 maggio 2023. Per un altro tifoso era stata invece già concessa la messa alla prova.
I fatti riguardano fatti avvenuti dentro ma soprattutto fuori dallo stadio in occasione del “derby” tra le due formazioni emiliane che segnò la retrocessione della quadra biancazzurra dalla serie B alla serie C. I problemi erano cominciati già all’interno del Mazza quando, a causa del lancio di un fumogeno, fu necessario sospendere la partita per alcuni minuti. I disordini erano poi proseguiti alla fine del match, tra corso Vittorio Veneto e via Cassoli con lanci di bottiglie e un inizio di guerriglia urbana che venne interrotto sul nascere dal Reparto Mobile della Polizia di Stato che, nonostante fosse stato forzato il cordone di sicurezza degli steward, riuscì a impedire che le due fazioni ultrà venissero a contatto. Nei corso dei tafferugli un sovrintendente della Polizia di Stato venne ferito con un colpo di cinghia e portato all’ospedale di Cona per essere medicato con un punto di sutura.
Ieri l’agente, assistito come parte civile dall’avvocato Luca Morassutto, è uscito dal processo a seguito di un risarcimento: «Ci riteniamo soddisfatti, pertanto abbiamo effettuato la revoca della costituzione di parte civile», ha dichiarato il legale.
La sentenza è attesa il 28 aprile, agli imputati sono contestati a vario titolo il lancio di materiale pericoloso, la resistenza a pubblico ufficiale aggravata e le lesioni personali aggravate per l’aggressione a colpi di cinghiate all’agente di Polizia.l
© RIPRODUZIONE RISERVATA