L’economia ferrarese frena, crescita quasi piatta
Caro energia ed export in flessione già da mesi, mentre si attendono le ripercussioni dei dazi di Trump. Manifattura in difficoltà ma si registra anche un calo record della disoccupazione
Ferrara Caro energia e dazi sono gli elementi che frenano l’economia ferrarese, la cui stima di crescita nel 2025 è scesa al +0,3% con preoccupazioni in aumento per le tensioni commerciali, che gli annunci di ieri di Trump non fanno che aumentare. Anche perché gli Usa restano il terzo mercato per l’export ferrarese, peraltro già in calo, e le ripercussioni arriveranno anche da altri mercati colpiti dalla guerra commerciale a stelle e strisce. Bene i servizi trainati dal turismo, qualche segnale dalle costruzioni, il commercio al dettaglio in lieve ripresa ma solo l’alimentare. In netto calo la demografia d’impresa: -197 unità, causa soprattutto del ritmo accelerato delle cessazioni, al +9,9%, con uno stock di 32.005 unità. Continua a scendere il tasso di disoccupazione provinciale, ormai al 4,9%, mentre il numero di occupati è sostanzialmente stabile a 147mila unità.
I settori
La fase di difficoltà della manifattura è confermato dai dati dell’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara e Ravenna: nel quarto trimestre la produzione registra un -5,3%, con una variazione tendenziale annua più negativa dell’anno precedente (-5,2% contro -3%). Il volume d’affari delle Costruzioni, dopo la frenata estiva, torna in linea (+0,3%), mentre l’Artigianato edile paga -0,4%. Il Commercio al dettaglio prosegue nella ripresina, +1%, che tuttavia non porta a recuperare quanto perso (+0,5% il tendenziale annuo, contro +2,6% del 2023): il non alimentare, però, deve sperare nell’effetto saldi. È il dato più basso del quadriennio.
L’export
Dopo i risultati positivi del primo semestre, si accende la spia dell’allarme: -1,2%, pari a 31 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, in valore 2.522,9 milioni. Le sole eccezioni in positivo sono prodotti agricoli, apparecchi elettronici e computer. La Germania resta il primo partner, nonostante la forte contrazione dell’automotive e chimica (445 milioni nel 2024, -1,2%, calo ridimensionato nel corso dell’anno), mentre la Francia è crollata dell’11,2%, causa soprattutto macchinari. L’export verso la Cina è calato di oltre 24 milioni, -16,9%, con un deficit più che raddoppiato rispetto ai primi nove mesi del 2024. Dopo nove mesi positivi, calano anche le vendite negli Stati Uniti (-7,2%), dove le imprese ferraresi vendono soprattutto macchine per impieghi speciali.
La ricchezza e il credito
Secondo Prometeia (pre dazi) quest’anno ci stabilizzeremo su +0,3% per salire al +0,5% nel 2026, grazie ad un recupero dell’Industria dopo due anni di calo. Riprenderà invece lo sprofondo delle Costruzioni, con i Servizi sempre ben sopra il pelo dell’acqua.
Il credito alle imprese resta invece abbondantemente in rosso, anche se per i Servizi il trend continua a precipitare mentre per Manifattura e Costruzioni è in risalita.
Il lavoro
Il numero degli occupati a fine anno sarà equivalente al 2023, e sullo stesso livello di 2020 e 2021. Continua invece il trend di discesa della disoccupazione: 4,9% (3,4% addirittura quello maschile), contro il 5,6% del 2023. Siamo a livelli record da decenni, quasi in piena occupazione, ma qui influisce molto la demografia che sprofonda.