Nordio sul carcere di Ferrara: «Nuovo padiglione per la riabilitazione sociale, assomiglia più ad un quartiere»
Arriva la risposta alla senatrice di Avs Ilaria Cucchi, preoccupata per la qualità della vita. Il ministro della Giustizia: «Posti calati da 120 a 80 a parità di volumi»
Ferrara Il nuovo padiglione del carcere di via Arginone doveva inizialmente ospitare 120 detenuti, invece è stato ridotto a 80, «a parità di superfici e volumi occupati». Questo perché, mette per iscritto il ministro Carlo Nordio, «è pensato come architettura per la riabitazione sociale, ovvero come modello di sviluppo architettonico che, attraverso una diversa concezione e articolazione degli spazi e degli ambienti collocati in un contesto più vicino all’immagine di un quartiere che a quello di un carcere - possa favorire il passaggio ad un trattamento penitenziario con un’attitudine “responsabilizzante”, mirata alla riabilitazione alla vita civile». E tutte le aree previste, interne ed esterne (circa 2.300 metri quadri) al piano terra della struttura, «sono destinate, infatti, ad attività trattamentali per gli ospiti, tra cui anche la coltivazione di prodotti agricoli nelle zone all’aperto (orti, serre ecc.)».
La spiegazione del ministro sul nuovo padiglione, che costerà 16,5 milioni e il cui appalto integrato è stato già affidato, fa parte di una più ampia risposta su tutte le nuove edificazioni carcerarie a livello nazionale, ad una interrogazione di Ilaria Cucchi. La senatrice di Avs aveva sottolineato che l’ampliamento di 80 posti rispetto ai 244 regolamentari in via Arginone «non risolverà il sovraffollamento, considerando che attualmente risultano essere detenute 392 persone». E chiedeva al governo se i lavori «siano solo un palliativo all’emergenza e non risolvano il problema del sovraffollamento, anche a seguito dei numerosi casi di suicidio verificatisi nell’anno 2024 e quelli che si sono già verificati nel 2025»; e come ritengano di «poter migliorare la qualità di vita dei detenuti se le attività vengono ridotte se non addirittura eliminate».
Rispetto a quest’ultimo timore, rilanciato a più riprese dagli avvocati penalisti ferraresi e dalle associazioni che si occupano di attività in carcere, la risposta di Nordio apre alla possibilità che resti un orto a disposizione dei detenuti: l’area del nuovo padiglione era infatti ricavata sull’attuale area utilizzata per la coltivazione e pure tagliando a metà il campo da calcio interno.