La Nuova Ferrara

Sport

Basket Serie B interregionale

“Principesse” al palasport di Ferrara fanno il tifo per il loro papà

Lorenzo Montanari
“Principesse” al palasport di Ferrara fanno il tifo per il loro papà

Le figlie di coach Benedetto, Chiara e Martina, sugli spalti: «Abbiamo spinto perché accettasse la proposta dell’Adamant»

4 MINUTI DI LETTURA





Ferrara Chiara lavora a Milano, per una società di consulenza; Martina abita a Roma, dove studia medicina. Chiara e Martina sono le figlie del coach dell’Adamant, Giovanni Benedetto: lui le chiama principesse, loro domenica scorsa erano sugli spalti della Bondi Arena per assistere al successo contro la Mazzoleni Pizzighettone. Il popolo biancoblù vuole bene al proprio coach, lui, Giovanni, dopo aver vinto un campionato a Cento, farà di tutto per ripetersi all’ombra del Castello Estense. C’è empatia fra Giovanni e la città, ma come vedono Chiara e Martina questa avventura ferrarese del loro papà?

«Quando ha ricevuto la chiamata di Ferrara, era gennaio 2024, ci siamo visti ed era molto entusiasta della proposta – racconta Chiara –. Io l’ho motivato ad accettare. Abbiamo sempre saputo negli anni che Ferrara è una piazza importante, con una storia importante alle spalle: era possibile, con l’aiuto di tutti, costruire un progetto ambizioso nel tempo, raggiungendo senza fretta risultati duraturi e invidiabili, portare Ferrara dove deve stare. Ho consigliato papà di accettare la proposta, a Ferrara si sta bene, ad oggi i risultati sono dalla nostra parte, speriamo che continuino così. Avere un buon rapporto con la città e la squadra è molto importante, quando ci si allontana da casa propria è necessario riuscire a instaurare rapporti positivi con i tifosi. Avere stima di un coach, apprezzandolo poi anche come persona, è importante: mi fa assolutamente piacere che papà qui stia bene, che la gente gli voglia bene. Poi che ogni tanto muova pure qualche critica, è lecito. È importante creare rapporti di stima con i giocatori, che li sgridi quando è il caso e che dia una pacca sulla spalla quando deve mostrare la propria contentezza rispetto a quanto fatto. Il consiglio che gli ho dato è quello, a volte, di non arrabbiarsi troppo, anche quell’aspetto è una cosa su cui sta lavorando da molto tempo. Un pregio? Papà è una persona perbene, affettuosa, che dimostra la sua gratitudine per essere a Ferrara nell’impegno che mette ogni giorno in quello che fa per portare i risultati, che speriamo arrivino. Papà è una persona estremamente sensibile, comprende quando qualcuno è più o meno in difficoltà, qualità che porta con sé da sempre: magari non la fa notare a tutti, è molto attento alla sensibilità altrui e si preoccupa che ogni giocatore stia bene in gruppo e che si senta libero di parlargli per una qualsiasi difficoltà. Da figlia – ha chiuso Chiara –, mi sono sentita sempre libera di poter parlare a mio padre con libertà di qualcosa che mi poteva preoccupare».

E Martina, quanto è contenta che papà Giovanni lavori a Ferrara? «Io e mia sorella Chiara abbiamo spinto per convincerlo a venire a Ferrara – dice –: sapevamo quanto si fosse trovato bene nell’esperienza precedente a Cento. Eravamo un po’ più tranquille, poi, essendo mia sorella a Milano e io a Roma, è anche un motivo per restare più vicini e vederci più spesso. Ero contenta del modo in cui la società stava organizzando la squadra attorno a lui. L’abbiamo spinto verso la migliore scelta per lui».

Giovanni è sensibile, ma non solo: «Papà è estremamente attento, nei nostri confronti e nel suo lavoro. È una persona che si dedica agli altri, a noi in modo particolare, è buono: si dedica con tutto sé stesso alle cose a cui tiene e alle persone a cui vuole bene. La tappa di Ferrara devo dire che è molto importante per la sua carriera: ha allenato molti anni al Sud, anche per restare vicino a noi a Reggio Calabria, poi si cresce e si fanno scelte anche sulla base della fiducia che una società può far trasparire nei tuoi confronti, la fiducia nel costruire qualcosa d’importante. Ferrara è una tappa fondamentale per lui, anche per il bel clima che ogni domenica c’è alla Bondi Arena o in trasferta. Sono molto contenta di vedere papà ambientato e di vedere una squadra e uno staff coesi. Sono serena vedendolo sereno nel lavoro che svolge a Ferrara. Papà vive la città a 360º, è molto importante che ci sia una stima reciproca con i tifosi – ha chiuso Martina –, ne deriva la serenità di tutti, cosa più importante. Percepisco un bel clima attorno a lui».