La Nuova Ferrara

L’intervista

Ron protagonista a Ferrara: «Condividere un’idea è il massimo»

Davide Bonesi
Ron protagonista a Ferrara: «Condividere un’idea è il massimo»

Lunedì al Comunale il concerto del cantautore, fra successi e brani ritrovati

4 MINUTI DI LETTURA





Ferrara L’appuntamento con uno dei volti noti della musica italiana è per lunedì, alle 20.30 al Teatro Comunale, in quello che è molto più di un semplice concerto. Sul palco salirà Ron, nome d’arte di Rosalino Cellamare, fra i principali cantautori italiani: presenta “Al centro esatto della musica”, spettacolo che rappresenta un’occasione unica per riscoprire il cantautore in una veste intima e rinnovata, con una scaletta che celebra una delle carriere più brillanti e longeve della musica italiana. “Al centro esatto della musica” è ispirato al celebre verso che dà il titolo a uno dei suoi grandi successi. Una metafora perfetta per descrivere lo stato di grazia artistica del cantautore. «Il teatro è un luogo dove andrei tutte le sere a cantare - racconta Ron -. Le canzoni qui vivono in un ambiente ideale, a volte rivivono grazie a nuovi arrangiamenti che mi piace creare insieme alla mia band. Mi piace mettermi in gioco e ora lo faccio come mai prima, con un concerto rinnovato, frutto di un lungo lavoro».
È sempre un piacere interagire con Ron. Terminate le domande ci chiede se abbiamo davvero finito e allora come non approfittarne. In una precedente intervista del gennaio 2019, prima di un suo concerto ai Fluttuanti di Argenta, si parlò di “Una città per cantare”, suo indovinato rifacimento di un celebre brano di Jackson Browne. E allora ecco che si parla di Los Angeles e di due decenni magici per la musica mondiale, gli anni ’60 e ’70: «Anni d’oro e artisti unici - ci dice Ron -, Jackson Browne peraltro venne da me dieci giorni quando incisi il brano, facemmo anche un duetto». La chiacchierata vira su “Echo in the Canyon”, magnifico film di Jakob Dylan, musicista figlio di Bob, che racconta la magia di una via dove abitavano grandi della musica come Brian Wilson, Neil Young, David Crosby e lo stesso Browne. «Non sapevo di questo film, lo cercherò sicuramente e la recente tragedia a Los Angeles mi ha veramente colpito», dice Ron.
Lo spettacolo si chiama “Al centro esatto della musica”: «Quando scrivo o quando entro in studio, quando mi viene una qualche idea è fantastico avere i miei musicisti; mi piace l’insieme delle persone per raggiungere un qualcosa, un momento importante, come quello di riuscire a scrivere brani che restano nel tempo. Questo per me è il centro esatto della musica, a volte si riesce a volte no, ma conta lo spirito. Mi piacciono le collaborazioni, anche quando faccio le prove in teatro prima di un concerto nasce sempre qualcosa, parto a esempio con una canzone che i musicisti non conoscono e mi seguono, rimane sempre qualcosa e il luogo in tal senso è importante».
Impossibile non parlare di Dalla. «Lucio manca a tutti quanti, questa è sicuramente la prima cosa da dire. Ci manca la sua grande generosità, come uomo e musicista: non dico non amasse i soldi, ma li amava poco, gli piaceva capire se qualcuno ne aveva bisogno ed era sempre pronto ad aiutarlo. Ed era così anche musicalmente, facevamo cose insieme, i dischi certo, ed era straordinario, perché ascoltava cosa volevi, di cosa avevi bisogno, era un riferimento eccezionale e io sono molto fortunato e onorato di aver potuto lavorare con lui».
Ron è uno di quegli artisti che nei suoi concerti canta tutti i suoi successi: «Lo faccio sempre, fortunatamente alcune di queste canzoni sono veramente gioielli che mi tengo addosso nel tempo, è difficile che abbia un brano declinato come bellissimo e poi non lo è. Sono canzoni che arrivano da dentro, da momenti difficili e altre da momenti meravigliosi. Ma ci sono anche brani rimasti nel cassetto, non tanto nel mio, ma in quello della gente che comprava i dischi, a volte le case discografiche sceglieva il primo o un secondo o un terzo singolo, poi pian piano si è investito sempre meno. Ma quei brani sono rimasti a quando li ascolto li trovo belli e così li ripropongo».
Manca poco al Festival di Sanremo: «Personalmente lo vedo sempre. Ci sono passato, ho anche vinto (nel 1996 con “Vorrei incontrarti fra cent’anni”, in coppia con Tosca; ndr) e resta un bel ricordo. Non amo le gare, ma è concepito come tale ed è la più importante della musica italiana, sono felicissimo di vederlo e spero di ascoltare delle belle canzoni». Lunedì sul palco con Ron ci saranno Giuseppe Tassoni (piano e tastiere), Roberto Di Virgilio (chitarre) e Stefania Tasca (voce, percussioni e chitarra acustica). l